notizie bomba e vacanze estive

Ciao! Ho deciso di pubblicare nuovamente la newsletter qui nel blog, perchè ho scritto alcune cose che vorrei far sapere anche a chi di voi non si è ancora iscritto (e iscrivetevi! Che aspettate?!)

Luglio…altro che “col bene che ti voglio”! Questo è stato un mese tutt’altro che tranquillo, zeppo di colpi di scena, di cambiamenti e di…emotività. Già iniziare con un fulmine a ciel sereno non è stato semplice, la chiusura di A Little Market ha preso tutti i creatori e gli affezionati amanti dell’handmade davvero alla sprovvista! In pochi giorni il lavoro di tanti anni è andato in fumo…o forse no? Tanti progetti alternativi sono nati per mantenere viva la community, parola d’ordine: resilienza!
La seconda bombetta del mese – e non intendo il cappello, ma un grazioso ordigno – è stata lo sfumare di un’opportunità. Ci credevo molto e non ero preparata a ricevere una risposta negativa, non in questo momento – che poi, a dirla tutta, si è mai pronti per incassare un no? – e ci sono rimasta male. Ho quasi buttato un pomeriggio, ma non c’è nulla che una passeggiata in montagna non possa risolvere o chiarire, tanto che credo ne nascerà un nuovo articolo per lo shop…e a breve diventerò come The Yellow Kid, probabilmente.

A proposito di shop, data l’improvvisa chiusura del mio amato marketplace, ho trasferito (quasi) tutti i miei articoli su Etsy; spero che porti bene, non mi faccio illusioni, saranno i fatti a parlare (e i vostri acquisti!). Il vecchio shop sarà comunque attivo per permettervi di approfittare dei saldi fino all’8 agosto e poi andrà in stand by…fino alla chiusura. Potrei inventarmi qualcosa per inaugurare ufficialmente il nuovo shop…magari un codice sconto? Ci penserò su!

E ora un po’ di indicazioni e aggiornamenti!

  • Vi ricordo la chiusura del mio tour estivo al Goose Festival! Sabato 5 e domenica 6 agosto vi aspetto a Zevio, sotto al gazebo con tutti i miei articoli, le t-shirt e i saldi!  Qui il programma del festival!

  • È online anche la seconda svuotafrigo! Vi insegno come chiudere un burrito, ma soprattutto a prepararne uno nonostante tutto! Gli ingredienti per la salsa piccante? Lo Chef dice: 2 parti di maionese + 1 parte di ketchup + paprika a sentimento (eletta nuova unità di misura in cucina!)
    Qui la ricetta completa!

Vi chiedo scusa per essere stata “leggermente” prolissa, ma avevo così tante cose da dirvi! Io e il lab saremo in pausa estiva dal 7 al 20 agosto, ci risentiremo a fine mese così vi racconto come sono andati il Goose, le vacanze e inauguriamo insieme il nuovo shop!

burritos vegetariani

Il momento “frigo triste” arriva, prima o poi, e bisogna affrontarlo con lo spirito giusto, con ottimismo e inventiva. Ah, poi ci sono anche gli inconvenienti. Come quella volta che, con dei ceci in barattolo che avevo nella dispensa, volevo provare a preparare l’hummus. Piena di buoni propositi, inizio a lavorare i ceci con il mio frullatore a immersione. Avrei dovuto accorgermi subito che il rumore era diverso dal solito, troppo diverso…e poi frullava davvero troppo lentamente…e basta. Morto il frullatore. E adesso? Mi erano rimasti solo una specie di ragù grossolano di ceci e un certo disappunto. Apro il frigo per cercare un piano B: 1 zucchina sola soletta, due pomodori, delle fettine di formaggio fuso, una confezione di piadine aperta e, data l’ora, tanta fame.

burritos vegetariani  | ingredienti – che mi sono fatta bastare – per 4 burritos

  • 1 barattolo di ceci già cotti 
  • 1 zucchina media
  • 2 pomodori
  • fettine di formaggio a piacere
  • olio evo
  • sale, pepe,
  • 2 cucchiaini di curry
  • 2/4 tortillas (io avevo solo delle piadine)

1. Grattugiare la zucchina in una padella antiaderente, condire con sale e pepe e cuocere con un filo d’olio.

2. Lavare e tagliare i pomodori a pezzettini. In una ciotola, condire con sale, pepe e un filo d’olio.

3. Frullare i ceci grossolanamente, condire con olio e curry (la quantità è a piacere) e unire il tutto ai pomodori tagliati a pezzetti. Una volta cotte, unire anche le zucchine. 

4. Scaldare le tortillas, farcirle con quanto preparato precedentemente e aggiungere le fettine di formaggio tagliate a stiscioline. Chiudere le tortillas…ehm…in questo modo:

Bellino vero? Così facendo non usciranno nè la farcitura, nè eventuali liquidi o salse che, non so se capiti anche a voi, puntualmente, cadendo sulla superficie liscia del piatto, mi schizzano addosso macchiandomi la maglietta. Maglietta che in genere in quei momenti è bianca, ovviamente! Sarò di parte, ma per me questi burritos riescono proprio bene, soprattutto se accompagnati da una salsina piccante che è di speciale competenza del mio assaggiatore ufficiale. La ricetta della salsa? Nella prossima newsletter!

credici

Non disegno e non scrivo cose in cui io non creda, non ci riesco. Sono seduta su una panchina, da qui la vista è bellissima, peccato solo per il rumore del traffico, ma basta un po’ di concentrazione. Mentre cerco di immagazzinare un po’ di vitamina D in maniera naturale, butto giù idee. Ho elaborato solo ora i buoni propositi per quest’anno, ma meglio tardi che mai! Vorrei che questo fosse un mese di nuovi inizi e lo sarà, dopo la notizia, ricevuta ieri, della chiusura di A Little Market. Ci credo, continuo. Fatelo anche voi, sognatori, creativi, studenti…non abbandonate i vostri progetti senza averci provato davvero fino alla fine…e sorridete per le piccole cose, aiuta.

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cous cous curcuma e pesto rosso

Mi capita (troppo) spesso di perdermi nei miei pensieri, lavorando davanti allo schermo del computer. Succede anche a voi? Completamente dentro al flusso di lavoro, proprio non ci si rende conto del passare del tempo, soprattutto se si lavora a casa. Tutto questo è molto romantico e fa anche molto “Girl Boss”, non fosse altro che, ad una certa, qualcuno torna per la pausa pranzo e avrebbe anche piacere di mettere qualcosa sotto i denti! Un classico: alzo gli occhi per caso, guardo l’ora, le 12.40, *#!!?*@#!!. In questi casi il mio salva-pranzo è lui: il cous cous. Praticamente istantaneo, il cous cous è perfetto per quando si hanno tempi stretti e, secondo me, va benissimo in tutte le stagioni. L’ultima volta, però, mi sono trovata priva di qualsiasi tipo di condimento. Pranzo del martedì, frigorifero vuoto…Il mio infallibile piano stava fallendo, ma proprio nel compiere l’azione di chiudere la porta del frigo…eccolo…nell’angolo laggiù in fondo, mi aspettava…mezzo vasetto di pomodorini secchi sott’olio. «È fatta» ho pensato. Non me ne vogliano i genovesi, i siciliani, i cuochi, gli esperti e gli appassionati di cucina, i vari ed eventuali…questo c’avevo! 

cous cous curcuma e pesto rosso ⎜ingredienti per 2 persone

  • 180g cous cous
  • 1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
  • 1/2 cucchiaino di sale fino
  • 1 cucchiaio di erba cipollina tritata (anche di quella secca)
  • 5 pomodorini secchi sott’olio parzialmente sgocciolati + 2 per guarnire
  • 5 mandorle pelate
  • 5 gherigli di noce
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • olio evo

1. Cuocere il cous cous come indicato nella confezione: nel mio caso porto a ebollizione 180ml di acqua con il sale, la curcuma e un filo d’olio e poi, a fuoco spento, aggiungo il cous cous, che in pochi minuti assorbirà tutta l’acqua e potrà essere sgranato con una forchetta e condito con l’erba cipollina.

2. Mettere in un piccolo tritatutto i 5 pomodorini, mandorle e noci (che spesso ho in casa e uso come snack), il parmigiano e un giro d’olio. Tritare e aggiungere dell’acqua calda un po’ salata, poca per volta, nel caso il pesto fosse troppo denso. 

3. Tutto qua? Esatto! Poi per portarlo in tavola fate voi, io porziono il cous cous in due scodelline, ci aggiungo sopra il pesto e un pomodorino intero, qualche mandorla (se ne avanzano, perchè sono buone anche da sole!) e un filo d’olio.

Pranzo pronto in 10 minuti, vasetto di pomodorini finito – finalmente! – pancia piena ed è già ora del caffè. Se vi capita di provare a preparare questa ricetta poi fatemi sapere se vi è piaciuta! Voi riderete, ma capita davvero che debba lasciare libero sfogo all’immaginazione l’ultimo giorno prima della spesa!

ricetta…che coraggio!

 

leggi bene

Sono una social media niente. Premesso ciò, basta davvero poco perché una persona qualunque, che usi internet in maniera normale, possa accorgersi della scarsa qualità del “primo strato” di contenuti in rete. Ripeto, sono una nullità nel campo specifico, sono un utente standard. Standard, non stupido.

Questo post è nato dopo un’ora passata a cercare di capire quali cure specifiche richiedesse la mia nuova pilea peperomioides. Di circa una decina di pagine aperte, almeno sei contenevano articoli praticamente identici, parola per parola quasi, in tutti questi articoli veniva spiegata l’origine geografica della pianta, quando e come fu introdotta in Europa (una storia davvero affascinante), come riprodurla, eccetera…ma ho dovuto “scavare” fino alla seconda o terza pagina di risultati Google per capire che la pilea peperomioides va bagnata quando la terra nel vaso non è più umida e che si adatta bene a tutti i tipi di terriccio. Spero sia vero, per il momento è ancora viva e vegeta.

Un paio di articoli a confronto.

Prendo questo esempio come spunto per affrontare un argomento ben più ampio: quello della ricerca, dell’approfondimento. La partita è curiosità vs superficialità in un momento in cui le fake-news sono fresche di giornata: articoli acchiappa click, specchietti per le allodole, banner improbabili, phishing lampante e contenuti talmente tanto ottimizzati per i motori di ricerca da risultare inutilmente lunghi e quasi illeggibili, per giunta! Facciamo sul serio? È davvero questo il meglio che riusciamo ad ottenere da Internet? Siamo consapevoli di quello che vediamo, guardiamo, leggiamo e condividiamo? Ma soprattutto, leggiamo veramente? Usiamo davvero la nostra testa o lasciamo che uno (più o meno qualsiasi) si faccia la sua opinione per poi accodarci? Può capitare, certo, ma basta pensarci e iniziare ad esigere di più, da noi stessi e dagli altri. Io ripeto il mio mantra.

SCARICA IL MANTRA#1

/màn-tra/

1. inno, preghiera vedica 2. nell’induismo e nel buddismo tantrico, formula sacra che viene ripetuta molte volte come pratica meditativa | ripetere qualcosa come un mantra, ripeterlo continuamente.                         (Garzanti)

Formula; nella lingua vedica significa anche inno, preghiera, ma nelle successive fasi della religiosità indiana riprende il sign., prob. originario, di formula magica, la cui efficacia non dipende dalla partecipazione interiore del soggetto che la pronuncia.                                                                                                                 (Treccani)

Questa è la definizione di mantra. A me piace pensarlo, come da etimologia, uno strumento del pensiero. Una formula, appunto, che ci aiuti a rimanere saldi lungo la nostra strada. Io scriverò mantra, ma non intendo nulla di attinente alla religione; utilizzo questa parola semplicemente perché richiama il mio intento, l’uso di parole chiave personali e personalizzate che mi spingano o mi aiutino a riflettere, ripetendole, su quello che faccio e magari chissà…potrebbero tornare utili anche a voi. Ogni mese, quindi, vi renderò partecipi delle parole che mi guideranno e che potrete scaricare e stampare, magari appendere, a casa. Appuntamento tra un mese quindi, con il primo mantra!

Lab in tour

Sono stata troppo “socialmente” silenziosa questo mese, davvero, ma ho passato giorni e giorni ad organizzare l’aprile che sta per iniziare: il Lab va in tour! Moduli da compilare, delucidazioni da chiedere, ma soprattutto nuovi prodotti a cui pensare! Sarò sintetica e precisa, questo mese potrete trovare me e i miei articoli:

– domenica 2 aprile a Verona, presso il Borsari36, il ristorante dell’elegantissimo Hotel Palazzo Victoria, dove sono stata invitata ad esporre i miei disegni in occasione del Brunch (qui l’articolo di 2night.it). Se venite, mi raccomando, ben vestiti, con lo smartphone carico, Euro-muniti e con una fame da lupi (meglio prenotare).

– domenica 9 aprile a Gonzaga (MN) per InCHIOSTRO dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00: facciamo pausa pranzo insieme?

– lunedì 17 aprile (che quest’anno si chiama anche Pasquetta) a Padova, per il primo Chic Nic dell’anno, che si svolgerà nel bellissimo e Castello di Lispida a Monselice. Trascorreremo una giornata nel verde, in una location straordinaria.


Vogliamo parlare della bellezza di situazioni come questa? Di quando si passa dal non dormire perché si pensa di non fare abbastanza…al non dormire perché forse si sta facendo troppo? Eccomi qui. Non smetto di ridere dalla newsletter del mese scorso praticamente. Neanche a dirlo, vi aspetto. Con ansia. 🙂

Mi sto simpatica

Febbraio mi frega sempre, è più corto e io mi prendo sempre all’ultimo! Febbraio è talmente corto che la parola ricorrente di questa newsletter è, neanche a dirlo, la stessa del mese scorso, accidenti! Ci arriveremo.
Ormai è marzo, l’aria profuma di primavera e alcune margherite, pioniere, hanno iniziato a fare capolino fra le aiuole. In tutto questo tripudio di risvegli, di profumi e di voglia di giacchini leggeri, la Nat, rovescia come solo lei sa essere, sente il risveglio dei pensieri, delle preoccupazioni, dell’ansia.


A quanto pare a primavera sboccia pure l’ansia…chissà di che colori sono i suoi fiori…dell’ansia, intendo: lavoro, desideri, idee, sogni, progetti…la preoccupazione per un futuro incerto, che fa tanto Tonino Carotone, con tanto di vita intensa e felicità a momenti, ma, purtroppo, è realtà. Comunque, vorrei tranquillizzarvi dicendovi che non sento solo l’ansia (su cui ho in serbo un progettino niente male), ma percepisco anche vibrazioni positive. Vedo segni e segnali, ricevo certe mail proprio quando ne ho bisogno e accadono cose significative proprio quando sto per perdere la fiducia (e la pazienza). Ora, voi non potete vedermi, ma vi garantisco che tutte queste cose le sto scrivendo sorridendo, davvero! Sorrido perché, in fondo in fondo, mi voglio bene, mi sto simpatica e mi trovo divertente anche se penso (e so) di avere molti difetti fastidiosi. Sorrido perché spesso mi faccio un sacco di problemi per niente e perché a fare i calcoli faccio ridere i sassi; sorrido perché sto bevendo una tisana drenante da una tazza di Star Wars e perché al mattino parlo con le mie piante (quelle che non sono ancora morte). Sorrido perché in certi giorni mi cade tutto e perché trovo che l’ansia, se presa nella maniera giusta, sia una collega ironica e ricca di spunti di riflessione. Dai, non sorridereste anche voi?


Ho molti pensieri in questi giorni, scelte importanti da prendere, ricerche da fare e questo mi spaventa un bel po’, ma – e questo l’ho preso come un altro segno – proprio oggi ho letto il post di una ragazza bravissima che seguo, stimo e della quale ammiro molto il lavoro. Questo post parla di coraggio e di personaggi che affrontano le proprie paure, lei è Giulia Amoruso ed è da seguire, ve lo consiglio con il cuore.


Segni e segnali dicevo, beh, il senso di queste righe, che comprendo proprio ora, è che dovremmo tenere tutti i nostri sensi belli svegli e ricettivi: le risposte che cerchiamo sono attorno a noi, dobbiamo solo imparare a vederle e ad interpretarle. Si soffre, si fa fatica e a volte si vorrebbe buttare tutto all’aria, è vero, ma che bellezza, sarebbe un peccato non provarci, almeno una volta. Io mi butto, voi che fate? 

Ansia da anno nuovo

Ci ritroviamo dopo la pausa natalizia, il primo mese del nuovo anno. Un mese complesso, in cui, in genere, ci infliggiamo buoni propositi, doveri, diete e miglioramento su tutti i fronti. Ottimo, mi distraggo un attimo…cavoli! È già finito! Cioè, gennaio dico: è già finito! Aiuto!


Gennaio è finito e io non ho fatto un planning impeccabile come le blogger brave brave brave, non ho già pronte le collezioni estive come le maker brave brave brave (e che seguo con gli occhi a cuore, sia chiaro), MA. Come al solito c’è uno dei miei “ma”. Capita che a dare il la alle mie azioni siano avvenimenti o situazioni particolari. Aspetto piena d’ansia per giorni che ritorni l’ispirazione, chiedendomi cosa io stia aspettando e perché…e poi ecco che succede quella cosa, che sblocca tutto. É successo anche questo mese, che, come scrivevo poco più su, si distingue per l’ansia da prestazione che porta (quanta ansia in questo post!). Ho capito svariate cose e altre le ho ritrovate, temendo di averle perse per la strada, primo fra tutti lo scopo di quello che stavo facendo. La confusione aveva annebbiato tutto ciò che l’anno scorso mi sembrava tanto chiaro…ma ora va meglio. Anche a voi capita di trovarvi in questa situazione? Di perdere la strada, di dimenticare i vostri obiettivi? 

Ad ogni modo, ora mi sembra di aver ripreso in mano le redini della situazione, mi sento meglio e sono davvero piena di buone intenzioni. Prossimamente, oltre alle newsletter, nel blog potreste trovare post vari, ispirazioni, consigli…ricette, magari. Chissà. 

Vi aspetto nello shop, che San Valentino si avvicina!

#12

Eccomi arrivata alla newsletter #12, l’ultima dell’anno, nonché la chiusura del cerchio. Esatto, perché la #0 partì proprio un anno fa. Tra una newsletter e l’altra ho fatto cose che sognavo di fare da tanto tempo e ora che qualcosa si è messo in moto spero che l’anno che sta per iniziare mi porti ancora sorprese, ancora incontri e tante idee. Sto pensando a tanti piccoli cambiamenti e piccole novità, (tutto piccolo, ma tutto importante!) che vi racconterò un po’ alla volta.


Questo, oltre ad essere stato un anno “sperimentale”, è stato anche l’anno della presa di coscienza della mia…disorganizzazione e della mia poca propensione al planning. Capiamoci, non sono disorganizzata di natura, è stato più un problema di…confidenza con le tempistiche. Posso affermare che sono in fase di veloce miglioramento e per dimostrarvelo, appunto, il mio regalo di Natale per voi! Che potrà mai essere?!

Buon Natale e buone Feste, all’anno prossimo!